Volevano colpire la filiale di Ponte San Giovanni é stata posizionata fuori dalla filiale in piena notte. Il pacco sospetto disinnescato dagli artificieri: avrebbe potuto provocare una fiammata

Nessuna bravata. Ma un vero e proprio atto intimidatorio, da catalogare come "avvertimento". Perché quel pacco sospetto piazzato con molta probabilità nel cuore della notte davanti alla filiale della Banca Etruria a Ponte San Giovanni, era a tutti gli enetti una bomba artigianale. Capace di sprigionare addirittura una fiammata (e quindi esplodere) che avrebbe potuto far male a qualche persona che si fosse trovata a passare di li. Nessuna ipotesi dei militari del comando provinciale di Perugia, giunti immediatamente sul posto, viene al momento scartata. Anche se è forte la possibilità che si sia trattato del gesto di un risparmiatore tradito, visto che l'istituto negli ultimi tempi è fini to nel ciclone per i tanti clienti che hanno visto sparire nel nulla i propri soldi. L'ordigno rudimentale, sicuramente a basso potenziale, è stato comunque fatto brillare dagli artificieri. Un'operazione di disinnesco che per fortuna è durata pochissi mo tempo, senza creare disagi.
E subito sono scattate le indagini. Ma andiamo per ordine. Tanta paura a lanciare l'allarme, intorno alle 8.30 di ieri, sono stati due dipendenti della filiale. A cui non era sfuggita quella strana busta, posizionata lungo il marciapiede di via Manzoni, proprio davanti alla porta d'ingresso. Sul luogo sono piombati i carabinieri, che hanno evacuato la zona, mettendola in sicurezza. Per poi dare inizio alle verifiche, che davano un responso preciso: nella busta c'era infatti un ordigno rudimentale. All'intemo dei chiodi arrugginiti, della polvere fertilizzante e delle batterie per l'innesco. Forse non poteva esplodere da solo, ma il congegno comunque ben studiato (visti i materiali adoperati) avrebbe potuto creare danni in caso di "contatto". A quel punto, per evitare qualsiasi rischio, si è proceduto a far brillare la "bomba". Intorno alle 10,15 in punto la strada è stata riaperta al traffico. Fin troppo facile accostare il grave fatto con le cronache degli ultimi tempi.

"Ma ora è meglio non azzardare ipotesi. - dicono i carabimeri - Stiamo valutando ogni aspetto, senza tralasciare nulla. Se poteva esplodere? C'è da capire quanta polvere era contenuta nel pacco e soprattutto di che tipo era . “

Al vaglio degli investigatori (del caso si sta interessando il pm Petrazzini) ci sono le immagini delle telecamere della videosorveglianza presenti in tutta l'area della Banca Etruria. Lo sgomento Dopo la paura, resta la grande rabbia. Soprattutto quella di alcuni dipendenti della filiale di Ponte San Giovanni. C'è poca voglia di parlare dopo questo gesto dimostrativo.

"Come ci sentiamo ora? - si lascia scappare qualcuno - Fino a prova contraria non è un delitto lavorare qui. Se ciò che si è verificato è attribuibile alle problematiche e alle polemiche che hanno coinvolto l'istituto, lo diranno solo gli inquirenti. Mi domando: che colpa può avere il personale?".

Corriere dell'Umbria Venerdì 8 Gennaio 2016

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