E-commerce anche in Umbria

La nostra regione svetta in testa alla classifica delle regioni italiane per quel che concerne la presenza di "grandi compratori"

Una crescita costante, vertiginosa, senza freni. Un giro d'affari che a livello nazionale vale ormai quasi 20 miliardi di euro. Un bacino d'utenza stimato in più di 19 milioni di italiani che fanno acquisti su Internet, più del 60% dei 30,8 milioni di navigatori digitali. É l'E-commerce, bellezza!, una forma di commercio che si avvale delle potenzialità che offre la Rete per realizzare una transazione economica, sia essa sotto forma di vendita oppure sotto forma di acquisto. A fornire i dati di un fenomeno relativamente nuovo ma ormai consueto e di pratica comune per una buona parte di italiani, è il Politecnico di Milano che dall'anno 2000 analizza l'andamento del commercio elettronico nel nostro Paese.
Dal turismo alle assicurazioni, si evince che siano i servizi il settore di riferimento per chi fa con frequenza acquisti online. Da segnalare, inoltre, la progressiva crescita dei beni di consumo, dall'elettronica all'abbigliamento. Estrapolare questi dati per capire il trend nella nostra regione non è facile. Ci sono degli studi, però, più o meno recenti che sono comunque indicativi e servono a capire come l'Umbria sia una regione in cui l'e-commerce è una forma di commercio che sta prendendo sempre più piede ma sul quale si deve continuare ad investire. A questo proposito, è di qualche giorno indietro la mozione attuata dal consigliere regionale Claudio Ricci volta alla messa a punto di

"un Piano regionale per il commercio elettronico per aumentare opportunità, fatturati e nuovi posti di lavoro."
Nella mozione, Ricci precisa che:
"In Italia e in Umbria la percentuale di fatturato derivante dalle vendite ordine è del 9% rispetto ad una media europea del 17% con settori come quello del turismo in cui la differenza è del 16%. Bisogna migliorare le strategie organizzative e tecnologiche. La Giunta deve definire un Piano regionale per il commercio elettronico, al fine di sviluppare adeguate azioni per aumentare almeno del 10% in tre anni il fatturato delle attività legate al commercio e al turismo, attraverso le tecniche del marketing e del commercio elettronico."
Nella suddetta mozione. Ricci si propone infine di
"inserire nel testo unico m materia di commercio, uno specifico articolo che faccia esplicito riferimento allo sviluppo del commercio elettronico in Umbria anche attraverso il Piano regionale per il commercio elettronico 2017/2019."
Idee e proposte volte dunque a migliorare la situazione complessiva e provare ad aumentare le opportunità, i fatturati ed i posti di lavoro. Altri dati si evincono anche da uno studio dello scorso anno realizzato da Obiettivo Impresa sull'analisi del livello di digitalizzazione delle imprese nella provincia di Perugia. Per quanto concerne il business elettronico, si nota che solo il 18%) delle 509 imprese umbre prese in considerazione ed appartenenti ai settori agroalimentare, artistico, turismo e artigianato possiedono un e-commerce. Dal punto di vista dei consumatori, – comunque, lo stato di salute dell'e-commerce in Umbria sembra florido. In una ricerca condotta da Ipsos per Webioyalty di un paio di anni fa, la nostra regione svettava infatti in testa alla classifica delle regioni italiane per quel che concerne la presenza di
"grandi compratori o heavy buyer"
, quelli cioè che si affidano in maniera sostanziale alle possibilità che offre loro il commercio elettronico rispetto a quelli che vengono definititi “compratori occasionali o occasionai buyer" con 1'89,5% di grandi compratori a fronte del solo 10, 5% di compratori occasionali.
Corriere dell'Umbria Martedì 24 Maggio 2016

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