canile_apertCalano le adozioni di cani randagi, che passano dai 33.202 adottati nel 2014 ai 32.764 del 2015. Anche l'Umbria fa registrare il segno meno, in controtendenza rispetto al dato delle regioni del centro Sud e con numeri molto superiori alla media. E quanto emerge dal dossier randagismo 2016. L'Umbria fa registrare in particolare 232 cani adottati in meno in un anno, passando da 1.422 esemplari del 2014 a 1.190 di 2015. Dal 2006 al 2015 il numero dei cani iscritti nell'anagrafe degli animali d'affezione è aumentato in Italia del circa 44,8%. Anche qui il cuore verde in netta controtendenza anche rispetto al dato nazionale: le regioni in cui si è registrata una diminuzione sono in primis Umbria (-38% circa, maglia nera assoluta) e Liguria (-27%) circa).
"L'adozione - sottolinea la Lav – oltre a essere uno strumento fondamentale per combattere il randagismo e per dare una famiglia ai cani abbandonati, assicura un risparmio a tutta la collettività. Per queste ragioni, devono essere realizzate campagne di promozione delle adozioni che prevedano anche incentivi per le famiglie che accolgono un cane da un canile, incentivi che però dovrebbero essere sotto forma di buoni pasto e rimborsi per le spese veterinarie. Quelli in denaro, infatti, sono pericolosi poiché possono spingere ad adozioni non meditate e inconsapevoli. Altra misura fondamentale da mettere in atto è assicurare la presenza delle associazioni di volontariato all'interno dei canili, cosi come previsto dalla legislazione vigente, purtroppo ancora spesso disattesa."
Corriere dell'Umbria Martedì 16 Agosto 2016

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