Nella Fabbrica di San Sisto c'è davvero aria di bufera. É il teorema della "curva bassa" il pomo della discordia.
Ma qui ci sono in ballo i posti di lavoro, padri di famiglia che si ritroverebbero con lo stipendio dimezzato. Perchè se passasse la linea della multinazionale, significherebbe addio ai posti di lavoro stabili.

Il gruppo svizzero continua a giustificare la sua posizione sostenendo “che i consumi sono stagionali e che è calata la produzione del cioccolato Perugina”, compresa quella dei famosissimi Baci, bandiera del made in Italy in tutto il mondo. Ma Sindacati, Rsu e lavoratori non ci stanno e mandano avanti lo stato d'agitazione.
Intanto, Sara Palazzoli, segretaria della Fiai Cgil, fa sapere che la trattativa è interrotta dall'inizio della settimana.

A Perugia "tremano" 800 dipendenti e sono tutti sul piede di guerra. La fabbrica ha bloccato flessibilità e straordinari in attesa del prossimo vertice, fissato per mercoledì 16 nella sede della Confindustria di Perugia.

“I problemi della Nestlè - chiarisce la Palazzoli - non finiscono a Perugia, ma riguardano anche Parma e Frosinone. Il nostro timore è che il Gruppo decida di spostare all'estero parte della produzione, e allora addio ai contratti di lavoro a tempo indeterminato. É stata ventilata è prosegue la sindacalista è la formula dei part-time verticali: nove mesi al lavoro, gli altri mesi a casa.
Per noi significa tornare indietro e svendere i diritti dei lavoratori. Nel mirino della ristrutturazione ci sarebbero tre dei sedici stabilimenti della multinazionale in Italia, compreso quello di San Sisto, con le sue 800 maestranze”.

Ma perchè Nestlè si ritroverebbe a fare i conti con una ristrutturazione così “selvaggia”? Secondo la Cgil

“l'azienda non ha mai cecato di vendere all'estero prodotti che avrebbero potuto avere un vero futuro. Inoltre sembra che l'ultimo gelato lanciato in Italia non abbia dato i risultati attesi. Detto questo, - conclude la Cgil - negli ultimi anni non è mai stata condotta una vera e propria politica di rilancio”.

La Replica dell'azienda:

“Colpisce la presa di posizione delle sigle sindacali a fronte di un'ampia disponibilità dell'azienda che è impegnata a ricercare le migliori soluzioni per favorire la competitività delle produzioni”. 

La Nazione Giovedì 10 Aprile 2014

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